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Lele battista un casino pazzesco

Lele battista un casino pazzesco

Nel si avventura nella produzione del suo terzo album da solista Mi do mi medio mi mento in uscita il 4 novembre, per la neonata Parola Cantata Dischi capitanata dall'ex La Crus, Mauro Ermanno Giovanardi. Nelle canzoni che lo compongono, il lavoro letterario prosegue nel territorio dell'introspezione esistenziale, a volte più cinico e disincantato che in passato, ma mai disilluso. Magari più fragile, ma sempre estremamente e spietatamente sincero ed onesto con l'immagine che il suo specchio gli riflette ogni giorno. Instillare dubbi, piuttosto che dare certezze. Ma non pensare che sia stato tempo perso è volato d'un fiato è stato speso in un perfetto pensiero di te ma non pensare che sia stato tempo perso ero preso dal pensiero di te.

A me ogni ora della tua assenza sono sembrati cento anni in un 'iperbole infinita di momenti tuoi per mille anni non sono uscito per altri mille anni ti ho ricordato e ho combattuto contro il pensiero che tu volessi che ti dimenticassi. Ma non pensare che sia stato tempo perso è passato d'un fiato è stato speso in un perfetto pensiero di te non pensare che sia stato tempo perso è volato d'un fiato come ero preso da un perfetto pensiero di te non pensare che sia stato tempo perso ero preso da un pensiero. Non pensare che sia stato tempo perso ero preso da un pensiero da un perfetto pensiero di te.

Eravamo sfiniti e nessun albergo aveva posto dopo viaggi smarriti sù e giù per il cosmo per un attimo ti ho vista felice che con l'anima viva dicevi troveremo un appiglio all'idea di rinascere insieme. Era un gioco bellissimo fare progetti e mettere punti la gente ci guardava strano sembrava non capire che noi. Non apettavamo altro che perderci nei nostri occhi e inciampare in un'altra illusione trascinati dal vento non aspettavamo altro che un rifugio in cui non fare niente se non perderci nei nostri occhi in un infinito presente pieno di gioia e colori in cui fremere e rinfrescarci fuori tutto sarebbe successo comunque senza il nostro consenso la necessità suprema era di perdere tempo io mi confondevo con te che rendevi tutto diverso.

Era un gioco bellissimo farci i dispetti e poi chiedere aiuto la gente ci guardava strano sembrava non capire che noi. Non apettavamo altro che perderci nei nostri occhi e inciampare in un'altra illusione trascinati dal vento non aspettavamo altro che un rifugio in cui non fare niente se non perderci nei nostri occhi in un infinito presente. Sono le occasioni che perdono te e non viceversa è la società che non si rialza se non con la tua purezza è il tempo che perde te mentre ti accorgi di pensare ad altro incerto se non corri verso il futuro incerto.

Sono le scelte che non fanno te e si nutrono dei tuoi rimorsi è la maschera che indossi che si fa bella di te è l'inconscio che gioca a sfuocarti i ricordi è il grido soffocato che hai dentro il tuo ultimo alibi. Sono sempre più da un'altra parte sempre più da un'altra parte Sono sempre più da un'altra parte sempre più distante. Mi pettino, preparo l'incontro ho ancora fiducia ma tutto già dice che è tardi. Destinazioni inganni, visioni neanche un miraggio, niente illusioni tutto è lontano da me. Mi esplode il cervello mi scoppia e nel terrore che generano i mostri mi rinchiudo in un covo di drammi esistenziali, un casino pazzesco mi assillo mi temo a tal punto da pensare sia onesto e profondo il desiderio di scappare di guardare le cose per quello che sono.

Mi do mi medio mi mento mi sfilo dal mio io mi psicanalizzo per non fare un casino pazzesco per non fare un casino pazzesco Non vedo con gli occhi degli altri mi parli ascolto non dico niente per non fare un casino pazzesco per non fare un casino pazzesco. Non vedo con gli occhi ma col mio cervellotico cervello invadente non dico mai niente di compromettente Mi rinchiudo in un covo di miscugli di cose che non c'entrano m'invischio e se chiudo gli occhi è tutto vagamente importante cammino per strada sospeso non sento nient'altro che un rumore assordante.

Mi do mi medio mi mento mi sfilo dal mio io mi psicanalizzo per non fare un casino pazzesco per non fare un casino pazzesco Non vedo con gli occhi degli altri mi parli ascolto non dico mai niente per non fare un casino pazzesco per non fare un casino pazzesco Mi do mi medio mi mento mi sfilo dal mio io ma vado troppo avanti e faccio un casino pazzesco Mi do mi medio mi mento mi sfilo dal mio io mi psicanalizzo ma faccio un casino pazzesco faccio un casino pazzesco. Siamo peggio dei barbari forse ancora più bruti abbandonati a noi stessi diversamente evoluti che uccidiamo l'amore impermeabili, assuefatti al dolore e ci sediamo commossi al banchetto dei vincitori beviamola spremuta quest'anima caduta devota alla moneta più che alla vita perfetta sconosciuta.

Noi diciamo dei barbari senza neppure conoscere due nozioni di storia con la presunzione di come si fa la guerra di come si prova invidia di quanto il rancore ci riempia la vita l'apocalisse dentro le mani ben curate strette in preghiera lo sguardo perso in un'ostentata sicurezza. Se tornassero i barbari troverebbero noi che abbiamo ucciso il tempo facciamo bevute alle anime perdute perfette sconosciute. Se questo fosse un sogno ci saremmo già svegliati anche con i nostri tempi dilatati le cose che non conosco sono quelle che preferisco se questo fosse un sogno staremmo per cadere sapessi com'è strano vedere appeso in cielo un aeroplano.

Se questo fosse un sogno perderemmo l'equilibrio e invece guarda come siamo in bilico se questo fosse un sogno non avremmo più paura di svegliarci di imparare la realtà. Se questo fosse un sogno non avremmo la forza di rincorrere la nostra coscienza che si allontana la lasceremmo andare nell'illusione che non ci serva più. Pensa se lo sapessi io che il pilota è ubriaco vola verso un miraggio che gli appare e scompare. Pensa se lo sapessi io che la vita sfugge che talvolta il sole tra le molte nuvole che la poca luce e poi ancora il buio ed in fondo là tra le molte nuvole l'azzurro.

Potessi preferire il modo che abbiamo di mentire il gioco di parole in equilibrio sull'inesprimibile. Vorrei fermare il tempo in questo istante immenso In cui infinito e punto coincidono Vorrei fermare tutto in questo luogo immenso Dove tutto e nulla si toccano si toccano. Rendersi conto che è tutto costruito il mio rapporto col tradimento coi soldi e con il tempo solo l'amore è un istinto irrefrenabile. Nutrire la propria mente ha a che fare col suolo immobile con l'impossibilità di avere un senso. Parola Cantata Dischi ti ha fatto cambiare idea?

Cito il maestro Battiato: Qual è il criterio con cui sono state scelte? Ho scelto quelle che mi sembravano più ispirate e sincere, in cui mi riconosco in ogni sillaba e in ogni suono. Sentendo il tuo disco, mi è sembrato, a volte, che il mondo si capovolgesse. Sono davvero le occasioni a perdere noi e non il contrario? Come ti è venuta questa idea?

Ho chiesto anche che si scambiassero gli strumenti, Giorgio Mastrocola ad esempio ha suonato molto i sintetizzatori. Hai avuto riferimenti musicali o di altro tipo che ti hanno ispirato durante la composizione delle musiche e dei testi? I tuoi testi sono sempre molto introspettivi e sembrano aver preso in prestito qualcosa sia dalla Psicoanalisi che dalla Filosofia. Mi piace condividere la mia musica , le collaborazioni sincere ti portano in territori che non avresti mai esplorato , a soluzioni inaspettate , a vere e proprie sorprese creative.

Hai lavorato molto con Morgan, sia quando facevi parte dei La Sintesi sia in altre occasioni; ricordiamo ad esempio che hai lavorato con lui ad X Factor. Cosa ti è rimasto dei tempi del gruppo? E cosa di X Factor? Siete sempre in contatto? Il tema del Tempo che passa è molto presente nelle tue canzoni, soprattutto in quelle di questo ultimo lavoro. Qual è il tuo rapporto con il Tempo? Lo seguo ma è sempre più scollegato dalla realtà, dalle scene musicali , sembra che chi lo organizza non si renda conto del fatto che ci sono nuovi artisti che riempiono i palazzetti , che ignorano completamente, e vecchi e nuovi artisti che svuotano le piazze, ma che per qualche strano motivo a loro va di promuovere.

È completamente assurdo non inserire nemmeno un rapper o un rappresentante delle nuove scene musicali , equivale ad allontanare il pubblico. Qual è il tuo rapporto con i social media? Non appari molto su Facebook, Instagram, Twitter… Non ti piace come mezzo di comunicazione o altro? Lo subisco. Lele, come si fa ad alzarsi ogni giorno essendo musicisti dalle teste pensanti in questo periodo storico ricco di falsi miti e superficialità?

LeLe Battista | autore, cantante, musicista, produttore

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